Project Description

Endocrinologia
news “at glance”
Una news letter che propone contenuti di aggiornamento in endocrinologia e metabolismo. Cliccando il link degli articoli si può leggere l’intero report e si può scrivere un commento relativo all’argomento in oggetto
In collaborazione con

PROGRAMMA ENDOCRINOLOGIA
Promozioni del centro Gianturco Diagnosis
Bioimpedenziometria
Phase Angle
L’analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA) è un esame molto utilizzato per valutare la composizione corporea, cioè la quantità di acqua, massa muscolare e grasso presenti nel corpo.
Questo esame misura alcuni parametri elettrici del corpo, tra cui resistenza, reattanza e angolo di fase (PhA), che aiutano a capire lo stato di salute e nutrizione della persona.
Tra questi, l’angolo di fase (PhA) è particolarmente importante perché può fornire informazioni utili sullo stato delle cellule, dell’idratazione e della massa muscolare. Per questo motivo è sempre più studiato in diversi ambiti clinici, anche per valutare la prognosi e monitorare l’andamento delle malattie.
La tecnica più usata è la BIA a singola frequenza (50 kHz), eseguita applicando quattro elettrodi sulla pelle. Negli ultimi anni, nuovi metodi di analisi dei dati bioelettrici hanno migliorato la precisione e l’affidabilità dei risultati.
Le misurazioni bioelettriche possono quindi essere considerate utili indicatori dello stato nutrizionale e dell’idratazione del paziente. È però fondamentale eseguire l’esame con procedure standardizzate, per ottenere risultati affidabili e confrontabili nel tempo.
Questo lavoro descrive il ruolo dell’angolo di fase nella ricerca medica e nelle principali condizioni cliniche, tra cui tumori, malattie metaboliche, cardiache e renali, malnutrizione e sarcopenia (perdita di massa muscolare). Vengono inoltre analizzati vantaggi, limiti e possibili sviluppi futuri della metodica, sottolineando l’importanza di valutare ogni paziente in modo personalizzato.
Il ruolo degli interventi sullo stile di vita nella gestione della PCOS: una revisione sistematica
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è uno dei disturbi ormonali più comuni nelle donne in età fertile. Può causare sintomi come ciclo irregolare o assente, aumento degli ormoni maschili (iperandrogenismo), difficoltà nell’ovulazione e presenza di ovaie con numerose piccole cisti.
I cambiamenti dello stile di vita rappresentano il primo approccio consigliato per la gestione della PCOS. Questa revisione analizza gli studi scientifici sul ruolo dell’alimentazione, dell’attività fisica e del supporto comportamentale nel migliorare la salute delle donne con PCOS.
Dal punto di vista alimentare, alcuni tipi di dieta — come quelle a basso indice glicemico, ricche di fibre e omega-3, la dieta mediterranea, le diete anti-infiammatorie e quelle ricche di antiossidanti — possono aiutare a migliorare la sensibilità all’insulina, favorire il controllo del peso e riequilibrare gli ormoni.
Anche l’attività fisica, soprattutto gli esercizi aerobici e di potenziamento muscolare, è utile perché migliora il metabolismo, aiuta nella perdita di peso e favorisce una migliore funzione riproduttiva.
Inoltre, programmi educativi e supporto comportamentale aiutano le pazienti a comprendere meglio la malattia, seguire più correttamente le terapie e affrontare gli aspetti emotivi e psicologici spesso associati alla PCOS.
Nel complesso, migliorare lo stile di vita può avere effetti positivi non solo sui sintomi e sugli esami ormonali e metabolici, ma anche sulla prevenzione a lungo termine di malattie cardiovascolari e metaboliche.
Menopausa — biologia, conseguenze, cure di supporto e opzioni terapeutiche
La menopausa è una fase naturale della vita della donna che coincide con la fine dell’attività delle ovaie. In questo periodo diminuisce la produzione degli ormoni femminili e termina definitivamente la fertilità.
In media, la menopausa compare intorno ai 49 anni, anche se l’età può variare in base a fattori geografici, genetici ed etnici. I cambiamenti ormonali che avvengono durante la transizione menopausale possono causare diversi sintomi, come vampate di calore, disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore e secchezza vaginale. Nel lungo periodo possono influire anche sulla salute delle ossa, dei muscoli, del cuore e del metabolismo.
Il trattamento più efficace per i sintomi menopausali è la terapia ormonale sostitutiva (TOS), che può ridurre i disturbi, rallentare la perdita di massa ossea e avere effetti positivi sulla salute cardiometabolica. Esistono però anche trattamenti non ormonali che possono aiutare a controllare i sintomi in modo efficace.
La scelta della terapia deve essere personalizzata in base alle caratteristiche e ai bisogni di ogni donna, attraverso un confronto condiviso con il medico. Alcuni trattamenti ormonali non sono ancora ufficialmente approvati per le donne in perimenopausa (la fase che precede la menopausa), per cui sono necessari ulteriori studi per valutarne sicurezza ed efficacia.
La ricerca scientifica continua a essere molto importante per migliorare la cura della menopausa e sviluppare strategie sempre più efficaci per la salute e la qualità di vita delle donne.
Gestione dei noduli tiroidei
I noduli tiroidei sono molto comuni e possono essere individuati durante una visita medica o più spesso tramite ecografia eseguita per altri motivi. Nella maggior parte dei casi sono benigni, mentre solo una piccola percentuale può essere maligna.
Quando viene scoperto un nodulo tiroideo, è importante effettuare una valutazione clinica completa. Il primo esame richiesto è generalmente il dosaggio del TSH, un ormone che aiuta a valutare la funzione della tiroide.
Se il TSH è basso, può essere indicata una scintigrafia tiroidea per capire se il nodulo produce ormoni in eccesso (nodulo iperfunzionante). Se invece il TSH è normale o alto, il passo successivo è l’ecografia tiroidea, che rappresenta l’esame più utile e sensibile per studiare le caratteristiche del nodulo.
L’ecografia permette di classificare il rischio del nodulo utilizzando sistemi standartizati, come il TI-RADS e gli algoritmi di intelligenza artificiale (IA) o le linee guida dell’American Thyroid Association, che aiutano a stabilire se siano necessari ulteriori controlli o approfondimenti.
Quando il nodulo presenta caratteristiche sospette, si esegue un agoaspirato tiroideo (FNAB), cioè un prelievo di cellule tramite un ago sottile. Questi esami sono considerati metodi di supporto importanti per valutare la natura del nodulo. Resta come punto di riferimento il sistema Bethesda, che aiuta a stimare il rischio di tumore e a guidare le decisioni terapeutiche.
Negli ultimi anni sono anche stati introdotti test molecolari sui campioni ottenuti con agoaspirato, soprattutto nei casi dubbi, con l’obiettivo di ridurre interventi chirurgici non necessari.
In base al rischio di malignità, il trattamento può includere semplici controlli periodici, chirurgia, terapia con iodio radioattivo oppure tecniche di ablazione mini-invasive non chirurgiche.
Maggio 2026
FibroScan® Echosens: Valutazione Avanzata della Salute del Fegato
Il FibroScan® è un esame innovativo, rapido e non invasivo utilizzato per valutare la salute del fegato. Grazie a una tecnologia avanzata chiamata elastografia transitoria, permette di misurare la rigidità del fegato e la quantità di grasso presente al suo interno, aiutando a identificare precocemente condizioni come steatosi epatica (“fegato grasso”), fibrosi e cirrosi.
A differenza della biopsia epatica, il FibroScan® non utilizza aghi, non provoca dolore e non richiede anestesia o ricovero. L’esame dura pochi minuti ed è ben tollerato dai pazienti, rendendolo ideale anche per controlli periodici e monitoraggio nel tempo.
Il FibroScan® è particolarmente utile nelle persone con:
- steatosi epatica metabolica,
- obesità o diabete,
- epatiti virali,
- consumo eccessivo di alcol,
- alterazioni degli esami del fegato,
- malattie epatiche croniche.
Questo esame consente di individuare precocemente eventuali danni epatici, spesso presenti anche in assenza di sintomi, permettendo di intervenire tempestivamente con cambiamenti dello stile di vita o terapie specifiche.
Oggi il FibroScan® rappresenta uno degli strumenti più importanti nella prevenzione, diagnosi e monitoraggio delle malattie del fegato, grazie alla sua precisione, rapidità e sicurezza.

